Serra San Bruno : Tomba di San Bruno - Calabria - Italia - 2005 - 01serra san bruno. particolare fontanella

Notizie utili
Popolazione residente: 7.068
Densità per kmq: 178,6
Superficie: 39,58 kmq
CAP:  89822
Prefisso telefonico: 0963

Codice Istat: 102037
Codice Catastale: I639

 

Serra San Bruno

 

Comune di 7068 abitanti, situato a 790 mt sul livello del mare, può considerarsi il capoluogo di tutta la regione delle Serre e uno dei punti di maggiore interesse della Calabria. Il territorio confina con i comuni di Arena, Gerocarne, Mongiana, Sorianello, Spadola e Stilo.

 

Cenni Storici  

Già casale di Spadola a 800 metri sul livello del mare, è sorta ad opera di Brunone di Colonia che nel 1091, insieme al beato Lanuino, ricevette dal Gran Conte Ruggero il Normanno l'atto ufficiale di donazione delle terre su cui è sorta la Certosa. Da allora è uno dei centri spirituali più importanti in Italia e nel mondo. Oltre alla Certosa, si possono ammirare nel centro cittadino splendidi capolavori di artigianato locale; balconi in ferro battuto, pregevoli portali e frontespizi litici di palazzi e di chiese; e poi dipinti di De Matteis e di Solano, bassorilievi di Muller, porte in legno e bronzo, tele, ricami in oro e argento.

 

Da Visitare

- La Chiesa di San Biagio del 1795, ha bella facciata barocca; l'interno, a tre navate, ha pavimentazione marmorea, ai quattro lati della navata centrale si possono ammirare quattro statue in marmo bianco di pregevole fattura, opera del Muller e provenienti dalla vecchia Certosa (Statua di Santo Stefano, di San Bruno, di San Giovanni Battista e Madonna col Bambino); di grande interesse artistico sono i bassorilievi che si trovano ai piedi delle statue. Ai centro della navata è il Pergamo, opera catalogata fra i monumenti nazionali d'Italia, realizzato in sottili foglie di legno. Di scuola napoletana è la cinquecentesca Santissima Trinità, opera pittorica ad olio su tela; bella anche la tela tardo-rinascimentale "Il martirio di Santo Stefano". Notevoli, infine, i paramenti sacri e le argenterie tra cui un prezioso Ostensorio in oro e argento riccamente decorato e un Calice ottocentesco incastonato di pietre preziose.

 

- La Chiesa dell'Addolorata (1721) è un gioiello di architettura barocca, opera dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino; l'interno, mononavato a croce latina, ha un ricco Altare Maggiore con Ciborio in marmi policromi e bronzo, compiuto con parti di un prezioso Ciborio disegnato nel 1631 dal Fanzago per la vecchia Certosa nella navata vi sono quattro bellissimi medaglioni marmorei secenteschi con sculture a basso rilievo (del Fanzago o di scuola Berniniana), provenienti anch'essi dalla vecchia Certosa. Del XVII secolo è un bel Crocefisso ligneo scolpito a tutto tondo e a figura intera.

 

- La Chiesa dell'Annunziata (o di San Giovanni o dell'Assunta) di fondazione medievale, forse '200, è il primo edificio sacro eretto nel centro abitato. In molti edifici privati si possono ammirare bei Portali in pietra, loggette e ringhiere in ferro battuto opera di artigiani locali. Serra San Bruno, infatti, ha un'antica tradizione artigiana che si fa risalire all'etica del lavoro manuale propria dei frati certosini e favorita dall'ampia disponibilità di materie prime quali il particolare tipo di roccia venata di ferro, l'immensa riserva di legname e l'abbondanza di acqua. Famiglie di maestri artigiani hanno lasciato nei secoli traccia della loro arte e ancora oggi, seppure in forma assai minore, persiste questa antica tradizione che trova il proprio suggello nello Stemma Comunale in cui sono raffigurati albero, sega, squadra, martello e incudine.

 

- La Certosa è Il punto di maggiore richiamo di questa bella cittadina , primo Convento Certosino in Italia e il secondo di tutto l'Ordine, sita in un pittoresco bosco alla periferia di Serra San Bruno. Si tratta di un vasto complesso fondato tra il 1090 e il 1101 da Brunone di Colonia, fondatore dell'Ordine Certosino e della Grande Chartreuse vicino a Grenoble, che, scandalizzato dalla corruzione del clero, si era ritirato nella solitudine dei boschi calabresi. Originariamente di stile gotico, alla fine del '500 fu rimaneggiata su probabile progetto del Palladio e successivi restauri furono portati avanti nei secoli XVI – XVIII. Distrutta dal terribile terremoto del 1783, fu riedificata alla fine dell' '800. Dell'originario complesso rimangono resti della quattrocentesca cinta muraria a pianta quadrilatera e con torrioni cilindrici angolari, ruderi della grandiosa facciata rinascimentale della chiesa; gran parte dell'ordine inferiore, dorico del secentesco Chiostro; la secentesca fontana barocca e il vecchio cimitero dei Certosini. La nuova Certosa, costruita tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo, ha forma riecheggiante il gotico francese. All'interno si trovano statue marmoree ottocentesche, un busto reliquario argenteo del 1520 raffigurante San Brunone di probabile scuola napoletana, un pregevole dipinto del '600 di San Francesco di Paola attribuito a Luca Giordano, candelabri bronzei, di bottega francese del '600. Oggi nella Certosa vivono pochi frati, assolutamente vietato è l'accesso e non è visitabile nemmeno l'imponente Biblioteca presente all'interno. Vi si può visitare solamente il Museo della Certosa, di recente apertura che raccoglie le testimonianze più significative dell'arte nella Certosa. Il Museo si trova all'interno del perimetro claustrale e si entra da un accesso indipendente e accessibile a tutti. Poco distante dalla Certosa è la Chiesa di Santa Maria dell'Eremo (o del Bosco), edificata nella suggestiva conca boschiva in cui dimorò e morì San Brunone e rifatta a seguito dei danni arrecati dal terremoto del 1783 utilizzando elementi litici originari. Accanto si trova la Grotta di San Bruno, riproduzione della caverna in cui il Santo pregava e dormiva, e il laghetto dei Miracoli con al centro la statua di San Bruno inginocchiato.

Serra San Bruno unisce alla bellezza delle sue opere d'arte il fascino dei suoi boschi secolari di faggi e di pini, i grandi pascoli, ed è uno dei centri di maggior richiamo della provincia.
Molto apprezzati sono i funghi, che crescono in abbondanza e vengono raccolti e lavorati in loco, le fragole e il caratteristico "inzullo", biscotto a base di mandorle.

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