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14 maggio 2008 Simbario. Alcuni elementi in pietra erano stati trafugati Ripristinata l’antica fontana di Monte Cucco
di GIOVAN BATTISTA GALATI SIMBARIO – Finalmente dopo oltre quattro anni le antiche e caratteristiche vasche in pietra che ornavano la fontana presso il bivio per Chiaravalle, lungo l'antica strada borbonica, sono tornate al loro posto. Erano state trafugate da ignoti e subito ritrovate. Grazie all'impegno e alla sensibilità degli amministratori comunali di Simbario e alla collaborazione dell'A.Fo.R. di Mongiana che ha messo a disposizione gli operai idraulico forestali, sono state risistemate sul posto originario. Realizzate probabilmente agli inizi del secolo scorso a ridosso della vecchia casa cantoniera, lungo l'antica strada borbonica voluta e realizzata dal re Ferdinando II, con lo scopo di rendere più agevole il trasporto dei prodotti delle reali ferriere di Mongiana al vicino porto di Pizzo nonché per facilitare il transito verso la tenuta reale di Ferdinandea, le fontane erano e sono un punto di riferimento e di sosta per gli antichi viaggiatori e per gli attuali automobilisti. L'area appositamente sistemata è costituita da una fontana centrale e due vasche laterali addossati ad un muro in pietra a faccia vista ornato da semplici ma caratteristici elementi architettonici che si sono magnificamente conservati nel tempo. All'origine erano destinate a dare ristoro ai commercianti di passaggio che sostavano per riposarsi e per abbeverare gli animali utilizzati per il traino dei carri, col passare degli anni divennero luogo di sosta per gli automobilisti che ancora oggi sono soliti fermarsi per gustare la limpida acqua che proviene dalla montagna. I blocchi di pietra granitica delle due vasche laterali e la fontana centrale con il biviere anch'esso in pietra testimoniano i capolavori dell' artigianato locale sicuramente ad opera di maestri scalpellini della zona che hanno operato specialmente a Serra San Bruno e dintorni. Modeste ricchezze che andrebbero valorizzate e tutelate come i maestosi e secolari alberi di tiglio messi a dimora per abbellire l'antica strada e che spesso l'incuria dell'uomo deturpa e devasta cancellando un'importante testimonianza storica a dimostrazione di quanto è assente oggi la cultura della conservazione e il rispetto verso l'ambiente.
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