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L’Altopiano delle Serre Calabre Www.ancinale.altervista.org
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Pipe Le pipe preferite da molti illustri fumatori tra cui l’ex presidente della repubblica Sandro Pertini e l’ex segretario della cgil Luciano Lama provenivano dalla bottega di Domenico Grenci sita in Brognaturo. Le pipe erano prodotte artigianalmente da ciocchi selezionati di brughiera (pianta spontanea che cresce lungo i sentieri della Lacina) che venivano stagionati per un periodo di circa 10 anni prima di essere lavorati.
Patenti Il Cavaliere Ferdinando Iorfida di Mongiana possedeva la patente n. 1 per la Calabria e conduceva una delle prime automobili allora in circolazione di proprietà della famiglia Morabito.
Dove Nacque l’Italia l nome deriva dal vocabolo Italói, termine con il quale i greci designavano i Vituli (o Viteli), una popolazione che abitava nella punta estrema della nostra penisola, nei pressi dell’odierna Catanzaro, i quali adoravano il simulacro di un vitello (vitulus, in latino). Il nome significa cioè “abitanti della terra dei vitelli”. Fino all’inizio del V secolo avanti Cristo, con Italia si indicò solo la Calabria, in un secondo tempo il nome fu esteso a tutta la parte meridionale del Paese.
La pantofola del Pontefice Il 6 ottobre 1984 durante la visita di Papa Giovanni Paolo II gli abitanti di Spadola si vollero riconciliare con il Romano Pontefice restituendogli simbolicamente, con una pergamena, una pantofola che i loro antenati avrebbero sottratto nel 1121 a Callisto II durante una visita al paese.
Processione di Pentecoste Nel lunedì di Pentecoste a Serra San Bruno si svolge una processione che va dalla Certosa a Santa Maria, in questo tragitto a dimostrazione delle propria devozione i fedeli scagliano con impeto contro il Busto argenteo di San Bruno dei confetti. Viste le ammaccature che il busto ha riportato negli anni si è dovuto intervenire proteggendolo con una spessa calotta in vetro.
Sampaulari Sono noti dovunque per la loro maestria i serpari di Simbario, comunemente chiamati «ceravulari» o «sampaulari» e che girano per le campagne liberando dalle serpi case e masserie, usando le loro arti magiche a fine propiziatorio o scongiuratorio, e, soprattutto, sanando la gente dai morsi delle vipere. In quest'ultimo caso, i «ceravulari» prima salassano la ferita e poi la lavano con un infuso di camomilla e di altra erba che tengono segreta e chiamano «bavusa» o «erba della vipera», e che probabilmente è acanto; in caso di avvelenamento in fase avanzata, danno anche da bere al morsicato tre gocce d'ammoniaca liquida e altrettante ne mettono sulla ferita.
Da prunari a Fabrizia Dopo la battaglia di Lepanto, uno dei principi Carafa di Roccella ebbe in dono, per i servizi prestati, la città di Caulon ed in tale donazione era compreso il territorio di Fabrizia, dove sorgevano alcune casupole per i pastori. Nel 1590 il Principe Fabrizio Carafa visitò questi luoghi e ne rimase così ammirato, che elesse la contrada a sua villeggiatura estiva, facendo costruire un castello, nel punto centrale del paese. Fu così che l'antico nome che era "li Prunari" si cambiò in quello di Fabrizia, in segno di riconoscenza al suo fondatore.
La gara di canto fra le confraternite A San Nicola da Crissa vi sono due confraternite laiche fra le quali vi è una secolare rivalità; in paese vi è un'antica tradizione di canti sacri originali e ancora oggi in tutti i momenti della liturgia i fedeli accompagnano le celebrazioni con canti antichi, alcuni in lingua latina. Le due confraternite hanno ciascuna un proprio repertorio di canti sacri che eseguono in determinate circostanze rituali che sono momento importante di confronto d'abilità fra i cantori. |